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CRIMINOLOGIA

 

La Criminologia intesa come disciplina scientifica viene ad affermarsi verso la fine del 1700 quando in maniera empirica e sistematica iniziano ad essere studiati i  fenomeni delittuosi, gli autori e le pene. Prima di allora infatti, i problemi di giustizia, interpretati sulla base di una prospettiva morale e religiosa, solo secondariamente  venivano indagati in prospettiva giuridica.

Nella sua natura di Scienza eziologica – ossia la scienza che ricerca le cause dei fenomeni da lei osservati - la Criminologia quale Scienza Multidisciplinare e Interdisciplinare investe un ampio campo di indagine che nello studio e comprensione del fatto criminoso ne indaga le caratteristiche fenomenologiche, le variazioni di tempo e luogo, le variabili sociali che ne consentono la diffusione, lo studio degli autori dei delitti - senza di essi trascurarne le peculiarità psicologiche oltre che patologiche-, la reazione sociale di risposta al crimine e le conseguenze che più nello specifico il crimine esercita sulle vittime.

Al Criminologo, impegnato nella rilevazione, valutazione e interpretazione dei dati che più da vicino interessano il crimine, verrà quindi richiesta una professionalità tale da spingerlo all’ acquisizione di competenze di varia natura che, alla luce delle scienze psichiche, comportamentali e sociali, gli permetteranno una visone complessiva delle Scienze Forensi.

Una simile preparazione sarà auspicabile al fine di disporre di tutti quegli “strumenti” che agevoleranno la comprensione della Criminogenesi e della  Criminodinamica del fenomeno delittuoso. Due branche della criminologia che rispettivamente fanno riferimento all’identificazione delle variabili – genetiche e/o ambientali -che sono intervenute nel favorire l’origine del delitto, e alle varie fasi, nel caso della criminodinamica,  di sviluppo e mutamento attraverso cui lo stesso si sarebbe evoluto.Secondo il Principio di Interscambio di Locard (1910), “quando due entità, che siano persone o cose, entrano in contatto, ognuno lascia sull’altra qualcosa di sé, così come qualcosa del luogo rimarrà sull’individuo”. Tale principio, inteso in accezione puramente criminologica, porta quindi a dedurre che:Ogni criminale lascia traccia dei processi psichici che hanno determinato il comportamento criminoso;Ogni crimine produce degli effetti di ritorno sulla personalità del criminale. Alla luce di un assunto simile, non diviene quindi difficile comprendere come, nell’ambito criminologico, oltre che criminalistico, risulti di fondamentale importanza analizzare la scena del crimine a partire dalla ricerca di tutti quegli elementi e tracce che direttamente o indirettamente il criminale può aver lasciato e/o portato via sulla e dalla scena del crimine

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